Se la Resistenza diventa battaglia di egemonia culturale.

Anpi - CameraIeri “Matrix” titolava “Campi Rom: vanno rasi al suolo?”.
Attendiamo adesso con ansia le prossime puntate, tipo “Negri: sono davvero una razza inferiore?” oppure “Ebrei: è giusto rinchiuderli nei campi di concentramento?”.
Buona parte dei media, assieme ad un pezzo consistente di politica, stanno portando avanti una massiccia campagna di odio e paura, che rende senso comune, in maniera strisciante, il qualunquismo ed il razzismo. Alimentano una guerra tra poveri, mentre la sperequazione sociale ed economica nel nostro Paese, ed in Europa, aumenta vertiginosamente.
E’ una battaglia, si sarebbe detto un tempo, di valori, di scelte, di egemonia culturale.
Ed è il terreno più scivoloso, più pericoloso, sul quale chi crede nei valori sanciti dalla Costituzione è chiamato a battersi.
Oggi gli gli scranni della Camera sono pieni di partigiani, per le celebrazioni del 70esimo anniversario della Liberazione.
Non può essere però, il nostro, solo un ricordo retorico.
C’è bisogno di reagire, e di farlo in fretta.
Proprio per onorare quel ricordo e quel sacrificio, per tradurre la tradizione in battaglia odierna, di senso civico e di speranza.
Ora e sempre Resistenza, non più slogan, ma scelta quotidiana.

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