Sabato 24 giugno: insieme, contro la camorra, e per la Scafati che crede ancora nel futuro.

Sic vos non vobis mellificatis apes: così voi, ma non per voi, producete il miele api.
Se mi dovessero chiedere di raccontare con una sola frase gli ultimi anni della vita della nostra città, sceglierei questo verso del poeta Virgilio: le api, con la fatica ed il sudore, producono il miele, ma sono altri che lo colgono.
Scafati è una città di persone perbene: di cittadini operosi, di studenti e di lavoratori, di imprenditori capaci, di associazioni generose, di comunità coraggiose.
Scafati non è una città di camorra.
Ma Scafati è una città dove c’era e c’è la camorra, e dove un pezzo della politica e dell’imprenditoria con la camorra ha fatto affari e ha creato consenso.
Questo intreccio di politica, affari e camorra è servito a pochi per arricchirsi e per costruire le proprie fortune e le proprie carriere professionali ed elettorali: ma ha privato tanti, la maggioranza, di sicurezza, opportunità, salute, concorrenza leale, vivibilità, futuro. Del diritto, insomma, di cogliere i frutti della propria fatica e del proprio sudore, di vivere in una città dove il destino di tutti fosse più importante del cinismo e dell’arrivismo di pochi.
Perché la camorra non è un nemico immaginario: è un cancro fatto di violenza, disuguaglianza, ingiustizia, povertà.
Quante famiglie nella nostra comunità sono state distrutte dalle slot machine e dall’usura? Quanti esercizi commerciali sono stati strangolati dal pizzo? Quante imprese sane si sono viste “sorpassare” da appalti pilotati? Quante risorse economiche – sottratte alle politiche sociali e allo sviluppo – abbiamo perso perché destinate alla corruzione e al margine di guadagno che spettava alla criminalità? Come mai. dopo pochi mesi, tante strade da poco asfaltate sembrano già una groviera? Quanti nostri amici, fratelli, figli, sono dovuti emigrare perché dovevano essere assunti “gli amici degli amici”? Perché c’è un buco con delle macerie intorno al posto dell’ex Palazzetto dello Sport e del mai realizzato Polo Scolastico? Come mai la nostra amministrazione ha un debito di 32 milioni di euro, ed è sull’orlo del dissesto economico (e cioè niente soldi ai creditori, tasse al massimo, servizi al minimo)?
Ecco come la camorra ferisce una città, ruba il miele da una comunità operosa.
Ed ecco perché alla camorra dobbiamo reagire, sottrarre spazi, dire molti e tanti no, scegliere di cacciarla una volta e per tutte da Palazzo Mayer e da Scafati.
Chi, da rappresentante delle Istituzioni e della nostra comunità, con i camorristi ci andava a cena, farà i conti dinanzi alla propria coscienza e alla magistratura.
Noi, che non ci occupiamo del passato ma vogliamo costruire il futuro, ci vediamo domani, sabato 24 giugno, alle ore 20,00 presso la Parrocchia di San Francesco di Paola.

Insieme, contro la camorra, e per la Scafati che crede ancora nel futuro.

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