“Più Europa” ed opere pubbliche: dal fallimento al disastro.

WP_20160126_550Stamattina abbiamo chiesto in maniera ufficiale (con protocollo 2839 del 26 Gennaio) a Comune, Regione Campania ed ANAC (autorità nazionale anti-corruzione) cosa stia accadendo nella nostra Città per quanto riguarda il progetto “Più Europa” e lo stato dei lavori e delle opere pubbliche in generale.

Il progetto “Più Europa”, infatti, è oramai ridotto ad un autentico colabrodo. Una delle grandi opportunità che la Città aveva sin dal 2008 e che l’attuale Sindaco ha ereditato dalla precedenti amministrazioni comunali e regionali, ha perso quasi completamente la sua identità ed la sua consistenza. Lo stesso stato della rendicontazione dell’utilizzo dei fondi fin qui spesi presenta aspetti di grande opacità e scarsa chiarezza, ed alimenta serissimi dubbi sulla trasparenza e l’efficacia di scelte e decisioni.

Come se non bastasse la giunta comunale di Scafati con delibera numero 346 del 30 Dicembre 2015 ha provveduto ad adottare un prezzario per l’esecuzione dei lavori pubblici nel nostro Comune (sia in relazione al programma “Più Europa” che a qualunque altra opera pubblica) con il quale, ritenuta una media di ribasso per le gare indette dal Comune nel 2014 e nel 2015 pari al 36,5 % , si procede ad assumere come valore di riferimento per le future gare quello determinato dal prezzario regionale ridotto del 30%. Come è noto i prezziari svolgono un ruolo fondamentale sia nella programmazione ed esecuzione delle opere pubbliche, che nello svolgersi delle dinamiche concorrenziali delle gare di appalto, anche allo scopo di impedire che le amministrazioni scendano al di sotto dei prezzi base stabiliti dai listini vigenti, e provochino così una eccessiva corsa al ribasso. Nel nostro caso, in vigenza del prezzario regionale della regione Campania, la decisione del Comune di Scafati, potrebbe concorrere ad adulterare il costo dei progetti sul mercato, alterando i principi della concorrenza, della economicità e della pari opportunità tra imprese.

E’ noto, inoltre, come in presenza di eccessivi ribassi vengano favorite le imprese che operano ben al di sotto della soglia della legalità e le imprese affiliate alla camorra. E’ chiaro infatti che alla decurtazione (del 30%) derivante dalla delibera comunale si aggiungerebbe ulteriore ribasso che le imprese propongono normalmente in sede di gara, con ovvie ripercussioni non solo sui principi della concorrenza, ma anche e soprattutto sulla qualità delle opere, e su tutti gli aspetti che riguardano l’organizzazione delle imprese ed i rapporti con i lavoratori del settore, dalla sicurezza alle retribuzioni.

Qui il testo completo della nostra richiesta:

Più Europa ed opere pubbliche: dal fallimento al disastro

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