Per il Sindaco di Scafati è arrivata l’ora di dimettersi.

Via AquinoGirano in queste ore voci di stampa in merito ad un probabile arrivo della “commissione d’accesso” presso il Comune di Scafati.

Il Sindaco, come al solito, prova a buttarla in rissa e in caciara, accusando tutto e tutti: opposizione, magistratura, governo e l’allineamento dei pianeti Venere e Saturno. I disastri amministrativi di 8 anni di Giunta Aliberti sono dinanzi gli occhi di tutti: il fallimento di P.I.P., P.U.C. ed area ex Copmes, il Sarno inquinato, lo sperpero dei fondi europei, i lavori della rete fognaria bloccati, la rovina del Polo Sdolastico, il traffico impazzito, il centro storico abbandonato, l’emergenza sicurezza, la crisi del terzo settore e delle attività commerciali.
E sullo sfondo, e spesso anche in primo piano, siamo stati in questi anni costretti ad assistere alle continue crisi di maggioranza, ai valzer di nomine, alle quotidiane inchieste (della magistratura, non dell’opposizione), ai perpetui scandali, alla farsa della decadenza inscenata pur di rimanere attaccato alla poltrona, alla strenua difesa di un’inamovibile e discussa segretaria generale, a delibere inconcepibili su appalti e concorsi. Dinanzi a tutto ciò non c’è propaganda e non ci sono promesse che tengano: chi ha amministrato per così tanto tempo deve dare conto alla Città di quello che ha fatto, non di quello che hanno fatto gli altri o eventualmente faranno.
Per questo il nostro Sindaco, per una volta, almeno una volta, dovrebbe fare un gesto di responsabilità, e mettere la Città dinanzi a se stesso, al suo orgoglio, alla sua brama di potere, alla sua carriera politica che, comunque, in ogni caso, è oramai finita.
Per questo il nostro Sindaco, per una volta, almeno per una volta, dovrebbe provare ad essere onesto, almeno con se stesso: ammettere che ci ha provato, e che ha fallito.
E trarre quindi, fino in fondo, le conseguenze di questo suo fallimento: dimettendosi – come chiediamo da tempo – e liberando la Città dal pericolo, dall’onta, di un nuovo sciogimento per camorra. Scafati, Città medaglia d’oro alla Resistenza, non merita questo schiaffo, non merita di vedere di nuovo associato il suo nome, sui media e nell’mmaginario comune, alla criminaità organizzata.

Spetterà ad una nuova generazione, cambiando tutto, il ricostuire sopra le macerie di questi anni.

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