Se la politica (tutta) dimentica la città

Si parte per una nuova avventura. Da oggi inizio la mia collaborazione con l’HuffPost Italia, con questo pezzo sul rapporto tra la politica e le città. Se vi va, come al solito, fatemi sapere cosa ne pensate.

Nel 2007 il tasso di urbanizzazione della popolazione mondiale ha raggiunto il 50%: tre miliardi e trecento milioni di persone. Per comprendere la portata di questo mutamento epocale, basti solo pensare che nel 1900 soltanto il 10% di essa abitava nelle città. Nel nostro stesso Paese, nei comuni ad alta urbanizzazione (che rappresentano il 3,3% del totale nazionale e una superficie territoriale complessiva del 4,8%) è presente il 33,3% della popolazione italiana. In un rapporto dal titolo molto esplicativo, Urban world: Mapping the economicpower of cities, nel 2011 il McKinsey Global Institute metteva in evidenza come proprio nel 2007 la metà del Pil mondiale era stato generato dalle 380 principali aree urbane dei Paesi a economia avanzata, con oltre il 20% della spesa globale prodotta dalle sole 190 città più importanti del Nord America. Le città dell’era globale, d’altronde, dai confini e dall’identità incerta, hanno assunto a partire dagli anni novanta in poi un ruolo spesso indipendente, in qualche caso superiore, sicuramente autonomo, dai contesti nazionali nelle quali insistono, divenendo sedi decisionali che orientano la politica e l’economia, la cultura e i simboli: fino a rappresentare tali processi nella propria stessa forma spaziale, nella propria organizzazione urbana, nelle proprie contraddizioni e nei propri conflitti… continua su L’Huffington Post

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#Ricostruire

scioglimentoscafatiIl Consiglio dei Ministri ha deliberato lo scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata del Consiglio comunale di Scafati.

Scrivo di getto, poi domani sarà il tempo delle parole più ragionate, delle emozioni più pesate.

Prima di tutto, ci sono le lacrime: per la tensione e le battaglie di questi anni, per le urla che provavano a squarciare il silenzio, per chi non ha voluto sentire in ogni caso.

E per un’onta che no, la nostra città non meritava affatto. Continua a leggere

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Si riparte dalle macerie. Ricostruire tutto, insieme.

Via Aquino

Questa mattina, sul quotidiano Le Cronache, ho fatto una chiacchierata con il bravo Adriano Falanga: su ciò che è successo in questi mesi, e su quello che spero sarà il futuro della nostra Scafati. Se vi va di leggerla, potete farlo qui:

La parola d’ordine è ricostruire. Scafati e gli scafatesi sono più forti di un pessimo, il peggiore della nostra storia, ex sindaco”. E’ la ricetta di Michele Grimaldi, già leader nazionale dei Giovani Democratici, e consigliere più votato del centrosinistra nel 2013: quasi 500 voti con la lista “Primavera Non Bussa” a supporto del piddino Vittorio D’Alessandro, a cui poi Grimaldi è subentrato in Assise. “Efficienza e trasparenza della macchina amministrativa, controllo del territorio, manutenzione, attenzione costante ai bisogni dei più deboli e alle opportunità dei più meritevoli. Per farle un esempio, sa che questa amministrazione quest’anno si era dimenticata anche di sollecitare l’ASL a compiere la derattizzazione e la disinfestazione estiva? E poi serve rilanciare Scafati, assegnarle una missione, renderla una città europea in grado di attirare flussi di persone e di investimenti: cultura e vocazione produttiva, riqualificazione urbanistica e filiera dell’eccellenza mi paiono le strade da seguire” le priorità dell’esponente democratico. Una delegazione del Pd incontrerà il prefetto Saladino, anticipa Grimaldi: “Al Commissario chiederemo discontinuità, che nel concreto significa tornare a dare priorità all’ordinaria amministrazione e ai bisogni reali dei cittadini: emergenza sicurezza, problema traffico, questione ambientale, opportunità culturali, sostegno alle attività commerciali e produttive. Credo, inoltre, occorra imparzialità ed efficienza della macchina amministrativa: per questo l’azzeramento di tutti i CdA delle miste, a partire dall’ACSE, e la revisione dei contratti con Geset e Publiparking mi paiono scelte urgenti”. Teme lo scioglimento l’ex consigliere comunale: Continua a leggere

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Una opportunità europea per i giovani imprenditori campani

international_erasmus-_logoUna delle principali novità del programma Erasmus+ dell’Unione Europea è riservata alla categoria dei giovani imprenditori.

Sono previste, infatti, borse di mobilità per startupper, per giovani imprenditori e aspiranti imprenditori. La Regione Campania ha emanato il bando che si rivolge a coloro che vogliono trascorrere un periodo da 1 a 6 mesi all’estero presso un’altra azienda, un incubatore di impresa o un’università.

È una importante opportunità di formazione, crescita ed acquisizione di competenze.

Trovate qui l’avviso pubblico.

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Sorteggiare gli scrutatori: una questione di trasparenza ed uguaglianza

ScrutatoreQuesta mattina, sulla stampa, gli attivisti del Movimento 5 Stelle si augurano una nostra disponibilità ad occupare la sede della commissione elettorale, qualora questa decidesse di continuare a scegliere – per quanto concerne la nomina degli scrutatori – il metodo della nomina partitica. Abbiamo fatto di più, perché convinti che il compito della politica non sia solo quello di denunciare cosa non va, ma di proporre soluzioni per cambiare le cose: per questo abbiamo presentato una mozione – che verrà discussa nel prossimo Consiglio comunale utile – nella quale si propone di impegnare Sindaco e Giunta a far si che la nomina degli scrutatori venga effettuata tramite sorteggio. Di più: che tale sorteggio preveda corsie preferenziali per disoccupati, nuclei familiari numerosi, studenti. La scelta degli scrutatori non può e non deve più essere un ulteriore strumento di clientela o favoritismo Continua a leggere

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Non ci lasceremo intimorire dalle minacce del Sindaco Aliberti

PaintLa foto qui di fianco è stata pubblicata dal profilo FB ufficiale del Sindaco di Scafati. Ritrae, indicati con una freccia, me e un altro consigliere comunale del PD. Ora, potrei limitarmi all’amara ironia, e dirvi che con le decine di migliaia di euro dei cittadini scafatesi che il Sindaco spende ogni anno per “comunicazione istituzionale”, ci si aspetterebbe almeno una maggiore qualità nell’uso degli strumenti informatici: tipo, il fotomontaggio con “PAINT”, non lo fanno nemmeno più i bambini di cinque anni.

Ma il punto è purtroppo un altro. Qui siamo oltre la normale dialettica politica, anche aspra, e siamo anche oltre il triste costume di un Sindaco che anziché amministrare la propria città – così angosciata da questioni e problemi – passa il proprio tempo a scarabocchiare disegnini e fare demagogia spicciola. Qui ci troviamo dinanzi ad una persona indagata – dalla magistratura, non certo dall’opposizione o dalla stampa – con le accuse di associazioni a delinquere di stampo mafioso, voto di scambio politico mafioso, concussione e corruzione. Una persona che secondo la magistratura sovente sedeva a tavola con esponenti del clan Ridosso-Loreto, clan protagonista della violenta guerra di camorra che ha insanguinato la nostra città per circa un decennio. «A Scafati il clan più potente è il clan Aliberti, ovvero quello capeggiato dal sindaco Pasquale Aliberti che gestisce a proprio piacimento tutti gli appalti pubblici della città e decide quindi chi deve lavorare» Continua a leggere
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Il diritto alla sicurezza degli studenti e degli operatori del mondo della scuola: l’elenco delle criticità dei plessi del Comune di Scafati

edilizia_scuola_nonsicureIl 13 settembre, con protocollo 37648, abbiamo presentato una interrogazione a risposta scritta sul tema dell’edilizia scolastica e della vulnerabilità sismica.

In particolare, volevamo essere messi a conoscenza:

– del contenuto della relazione sulla vulnerabilità sismica degli edifici scolastici presenti sul territorio comunale di cui il Sindaco ha parlato sui social e tramite la stampa locale;

– di chi avesse redatto tale relazione;

– del perché tale relazione non fosse stata resa pubblica;

– di quali fossero i cinque edifici che secondo il Sindaco presenterebbero non sufficienti standard di adeguatezza;

–  del  perché il Comune di Scafati non ha beneficiato dei fondi previsti dallo #sbloccascuola;

–  di  cosa intenda fare l’Amministrazione di Scafati per garantire la sicurezza dei suoi cittadini ed in particolare degli operatori del mondo della scuola e degli studenti che frequentano i plessi scolastici ubicati sul territorio comunale.

Come pare evidente dalla nota che ci ha inviato stamane l’Amministrazione comunale (potete leggerne il testo integrale alla fine di questo post),  le risposte alla nostra interrogazione per larghi punti sono state inevase.

Infatti, continuiamo a non capire Continua a leggere

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Perchè la pergamena della Medaglia d’oro alla Resistenza non è esposta a Palazzo Mayer?

Negli ultimi anni, in maniera del tutto meritoria, molteplici e diffuse esperienze, dalla locale sezione dell’Associazione nazionale partigiani intitolata al nostro concittadino “Bernardino Fienga” al noto gruppo Facebook “Sei di Scafati se”, stanno svolgendo un prezioso recupero della memoria storica e collettiva della nostra comunità e della nostra città. In particolar modo, il lavoro della locale sezione dell’A.N.P.I. ha permesso una ricostruzione storica accurata sia dell’esperienza del movimento operaio e contadino della nostra città sia delle prime lotte e rivendicazioni sociali della nostra comunità, assegnando al ruolo del “gruppo partigiano 28 settembre” la giusta centralità nella battaglia di Scafati del 1943.

La stessa lapide posta sul ponte che collega Piazza Vittorio Veneto con via Roma, recita: “Il 28 settembre 1943 quando intrepidi patrioti di Scafati, primi in Italia, impugnarono le armi contro l’oppressore nazi-fascista cooperando con le vittoriose  Continua a leggere

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Se il SI ed il NO da soli non bastano. (Brevi riflessioni sul referendum costituzionale del 4 dicembre)

Per chi come me si è iscritto giovanissimo ad un partito, con l’idea e l’adolescenziale presunzione che fosse la politica lo strumento per combattere le ingiustizie e cambiare il mondo, è molto difficile nascondere il disagio per la campagna referendaria condotta da entrambi gli schieramenti. Scomparse quasi del tutto le ragioni del Sì e del No, ci troviamo dinanzi a un susseguirsi di slogan urlati ed applausi esibiti, in un clima di reciproco disconoscimento proprio laddove l’argomento – la Carta Costituzionale – imporrebbe l’ascolto, il confronto e la reciproca legittimazione delle idee altrui.

Il fatto stesso che la principale preoccupazione nel dibattito pubblico non sia quale sarà l’impianto del Paese dopo il 4 dicembre ma quali saranno le sorti interne ed esterne di alcuni partiti e dei loro gruppi dirigenti desta non poche preoccupazioni: immaginate solo per un attimo se Togliatti o De Gasperi avessero sostenuto che la Costituzione del ’48 si sarebbe dovuta approvare per rendere più o meno forti il Pci o la Dc o, peggio ancora, i loro gruppi dirigenti. In particolare, ciò che più lascia basiti è l’accanimento – quasi terapeutico–da parte di tutti i contendenti, contro la politica: “Basta un Sì per diminuire i politici”, recita lo slogan di un comitato; “I politici volevamo mandarli a casa prima noi”, pare fare eco la sponda opposta. In un sistema partitico dove – dal Pd a Forza Italia, da Movimento 5 Stelle a Sinistra Italiana – i gruppi dirigenti dei partiti coincidono come mai nella nostra storia repubblicana in maniera speculare con le funzioni (o le aspirazioni) di governo, ed in ogni caso con il ricoprire ben remunerati incarichi istituzionali, assistiamo quotidianamente a invettive da parte di tutti i partiti contro la politica, i costi della democrazia, a tratti anche sull’utilità di entrambe.

“Tutti i politici sono inutili, un inutile spreco, a parte ovviamente noi” sembra essere il messaggio trasversale, e dal sapore ipocrita, che accomuna il Sì come il No. E non è purtroppo un caso: l’evolversi del sistema politico italiano, non più come rappresentanza di blocchi sociali e visioni della società ma come rincorsa a chi meglio interpreta un sentimento diffuso nell’opinione pubblica (sia esso la rabbia, l’indignazione, la speranza o la paura), ha generato in questi anni una competizione al ribasso non tra progetti politici ma tra ambizioni personali o di cordata. Le stesse frantumazioni esogene del Pd e le stesse strane coppie del No, da Landini a Brunetta, da Di Pietro a Cirino Pomicino, sono solo la logica conseguenza di un sistema politico imperniato non sul confronto di diverse analisi della società e diverse opzioni di governo, ma sullo scontro tra gruppi dirigenti Continua a leggere

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Dalla parte di Giancarlo Siani.

SianiChissà cosa avrebbe scritto Giancarlo Siani di un Sindaco che, assieme al fratello e alla moglie, spesso sedeva a tavola con esponenti del principale clan di camorra della propria città. E cosa avrebbe pensato, Giancarlo, sapendo che all’epoca di quei pranzi la moglie di quel Sindaco era anche Presidente della Commissione anticamorra in Regione Campania. Chissà come avrebbe parlato di tutto ciò in uno dei suoi articoli, se avesse appreso che quello stesso Sindaco, indagato per reati gravissimi di camorra, aveva deciso di apporre il suo nome – su una targa commemorativa – di fianco a quello di un giornalista coraggioso. Chissà che parole avrebbe scelto, Giancarlo, per raccontare che quel Sindaco – indagato dalla direzione Investigativa Antimafia assieme al fratello e a un esponente dell’organizzazione criminale egemone nella propria città, con l’accusa di aver compiuto una serie di atti al fine di limitare la libertà di stampa e il diritto alla cronaca di un quotidiano locale –  aveva deciso di affiancare il proprio nome a quello di un giornalista vero, morto per un articolo “sbagliato”, per il suo interesse sugli appalti per la ricostruzione delle aree del vesuviano colpite dal terremoto del 1980, per le sue inchieste sui rapporti tra politica e camorra.

Non ho potuto fare a meno di chiedermelo, quando ho letto la delibera di Giunta del 5 ottobre 2016, con la quale, quello stesso Sindaco – che sotto tutte le targhe apposte in città negli ultimi anni ha fatto sempre incidere il suo nome, Pasquale Angelino Aliberti –  ha deciso di intitolare una struttura comunale proprio alla memoria di Giancarlo Siani.

In verità, non sono riuscito a darmi una risposta. E d’altronde, cosa avrebbe pensato, cosa avrebbe scritto, cosa avrebbe detto Giancarlo Siani di tutto questo non lo sapremo mai, perché la notte del 23 settembre 1985 la camorra, a Siani, lo uccise con due pistole beretta calibro 7.65 mm, con dieci colpi di pistola in testa. Perché la camorra – oltre a pilotare gli appalti, corrompere, comprare voti, inquinare terre ed acque, uccidere l’economia dei propri territori – spara e uccide. Per questo oggi Giancarlo non è qua: con noi, ma soprattutto con i suoi colleghi, la sua famiglia, le persone a cui voleva bene e dalle quali era voluto bene. Perché a un certo punto scelse – si sceglie sempre – di non volersi fare i fatti suoi; o meglio, scelse che i fatti suoi erano il suo mestiere, la verità, la giustizia, la liberazione della propria comunità dalla politica corrotta, dal malaffare, dalla violenza e dal potere delle organizzazioni criminali.

Per questo Giancarlo è un esempio di eroe civile. Perché è grazie al suo esempio che oggi possiamo – per chi non lo sapesse o non ha voluto sapere – scrivere e dire che a Scafati c’è Continua a leggere

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