Ora basta

Vorrei dire una cosa: BASTA.

Sono dieci anni, dieci lunghissimi anni, che il dibattito pubblico della nostra Scafati è inquinato dalle vicende personali dell’ex Sindaco: le sue campagne elettorali, quelle della moglie, i suoi guai giudiziari, i guai giudiziari della moglie, i guai giudiziari del fratello, i suoi amori e i suoi litigi con Caldoro e Cosentino, la sua tettoia, la sua decadenza, la sua carriera politica, la sua propaganda che non difende e rispetta nemmeno i suoi affetti più cari, i suoi avvocati, la sua richiesta di infermità mentale, i suoi arresti. Dieci anni nei quali tutto ciò che lo riguardava è stato – per lui e la sua amministrazione – primario rispetto alla città cancellata, sfruttata, annichilita: scomparsi i temi dell’ambiente, della salute, della vivibilità, della solidarietà, del lavoro.
Tutto subordinato alla sua fame di potere e ai conseguenti danni e drammi pagati da tutta la comunità.

Ma ora basta: come finiranno i procedimenti penali che lo vedono accusato di reati gravissimi di camorra è un suo problema personale – l’ennesimo – e dovrebbe difendersi nei tribunali, in dignitoso e rispettoso silenzio, chiedendo scusa ad una città che ha offeso, umiliato, sporcato.
La condanna politica per il suo operato d’altronde è già arrivata: con la nomina della commissione straordinaria, i fallimenti amministrativi, l’enorme buco di bilancio che ha lasciato.
La smetta, e lasci finalmente libera la città di discutere dei suoi problemi e del suo futuro: che, con tutto il rispetto, sono e saranno sempre più importanti delle sue narcisistiche ed egocentriche turbe personali.

Scafati è più importante dei destini individuali di ognuno di noi.

 

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