NO alla discarica: SI al diritto alla salute per la contrada Cappelle e Scafati.

Nei giorni scorsi centinaia di scafatesi, residenti in particolar modo presso la contrada di Cappelle, hanno manifestato per rivendicare il proprio legittimo diritto alla salute, e contro il sito di stoccaggio ubicato presso il P.I.P. di via Sant’Antonio Abate: la stampa locale, d’altronde, racconta quotidinamente il costante  arrivo nella nostra Città e in quello specifico sito di stoccaggio di automezzi provenienti da tutto il territorio regionale, e trasportanti materiali vari e rifiuti di natura sconosciuta.

Con quelle centinaia di cittadini che hanno marciato per le strade di Scafati,  c’ero anche io, e c’erano tanti altri rappresentanti istituzionali della nostra Città, Sindaco Pasquale Aliberti e Consigliere regionale Monica Paolino in testa; ma il dovere della politica non è solo quello di essere presente laddove tanti cittadini chiedono giustizia, bensì quello di impegnarsi nel dare risposte: altrimenti il tutto si riduce solo a chiacchiere, passerelle, strumentalizzazioni.

Per questo stamattina, assieme al consigliere Cucurachi, abbiamo presentato una interrogazione ufficiale in forma scritta, indirizzata al primo cittadino di Scafati e per conoscenza anche al Prefetto, all’ASL, al’ARPAC e al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri.

Il Sindaco, infatti, in qualità di prima autorità sanitaria cittadina può emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica. Per questo abbiamo chiesto alla nostra amministrazione comunale cosa intenda fare per tutelare il diritto alla salute e alla dignità di tanti nostri concittadini e dei loro figli, che quotidianamente vedono le loro strade, le loro case, le loro vite, infestate da miasmi ed odori nauseabondi e pericolosi.

E visto che la trasparenza è per noi un dovere, abbiamo anche chiesto di poter conoscere, e che assieme a noi possa farlo tutta la città:

1) Chi e perchè ha autorizzato quel sito di stoccaggio. 2) Se quel sito è compatibile con le norme attuative del P.I.P. 3) Quali siano i rapporti tra le società “Helios”, “L’Igiene urbana” e “Am Technology” con il Comune di Scafati e le sue società partecipate. 4) Se vi siano conflitti di interesse tra quele società ed esponenti della nostra amministrazione. 5) Se le strutture logistiche (capannoni o manufatti edilizi di sorta) usate dalla Helios fossero preesistenti. 6) E se no, chi ha rilasciato e perchè la concessione edilizia. 7) E se si, a chi fossero appartenute in precedenza quelle strutture e quali destinazione d’uso avessero. 8) Se l’amministrazione comunale e gli uffici competenti hanno predisposto tutte le verifiche igienico-sanitarie ed i controlli volti a garantire la sicurezza ambientale, un adeguato livello di igiene e sicurezza, e la salute dei cittadini scafatesi, in particolar modo di coloro di coloro che risiedono o lavorano nei pressi del suddetto sito di stoccaggio

Insomma, anche in questa vicenda, sono tanti i punti oscuri da chiarire. E occorre farlo in fretta e con fermezza: perchè parliamo del diritto alla salute e alla vita di tanti scafatesi.

Qui il testo integrale della nostra interrogazione:

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