NCD, l’UDC e i tre libri delle grandi religioni monoteiste.

cropped-banner-sito.jpgForza Italia confluisce nella Lega Nord e assieme preparano le corsa alle prossime elezioni regionali.
Pare che, all’atto di stipulare il patto, i due contraenti Matteo Salvini e Silvio Berlusconi abbiano inserito nelle clausole l’esclusione di qualsivoglia accordo con NCD e UDC, che adesso sembra si chiamino “Alleanza Popolare”. E subito, nemmeno il tempo di leggere la notizia, dal Partito Democratico si sono levate entusiaste alcune e molte voci. “Ecco, è il nostro momento, adesso che Forza Italia e Lega Nord li hanno cacciati possiamo stringerci noi un patto, sono costretti a stare in coalizione con noi”, si racconta abbiano pensato ed esclamato molti dirigenti del partito di Matteo Renzi.
Solo che a me è sorto un dubbio: ma dove è scritto, invece, che Il PD debba essere costretto a stare in colazione con loro? E cioè, l’ho cercato anche su Google e Wikipedia, non mi pare che in nessuno dei sacri libri delle grandi religioni monoteiste venga prescritto il diritto divino di questo presunto “centro”, che oscilla come un pendolo da destra a sinistra, casualmente sempre facendo coincidere il lato del’oscillazione con quello che vince, debba sempre essere ambito, incluso in qualsivoglia progetto elettorale o di governo, addirittura essere considerato fondamentale. Perché poi, a pensarci bene, questi signori o chi per loro, la Campania la governano da almeno un trentennio, chiunque governasse in quel momento e chiunque avesse vinto le elezioni. Senza mai particolari problemi, come quello, ad esempio, ma solo ad esempio, di stare seduti al fianco di Nicola Cosentino.
Insomma, questa allegra brigata centrista è passata indenne dalla prima alla terza Repubblica, planando agevolmente durante la seconda: c’erano prima del governo di Antonio Bassolino, poi ne hanno fatto parte, e poi ancora sono stati protagonisti di quello di Stefano Caldoro.
Credo che i cittadini campani sopravvivranno al fatto che questo aggregato di ceto politico possa presentarsi da solo, e sicuramente sconfitto, ad una tornata elettorale, attrezzandosi per una volta (solo una volta, per carità!) ad essere opposizione.
Ed il ritornello cantato da molti del PD, “se non staranno con noi, allora staranno con Caldoro”, è in fondo la conferma che di trasformisti per i quali la continuità con l’attuale giunta, o il cambiamento radicale con una proposta di netta discontinuità, sono elementi indifferenti, non se ne avverte davvero il bisogno.
I cittadini campani, quelli di sinistra, di centro e di destra, quelli estremisti e moderati, quelli che tifano per il Napoli e anche quelli che tifano per la Juventus, chiedono cambiamento e proposte serie per risolvere i grandi drammi della nostra terra, e voteranno chiunque sia in grado di costruire in maniera credibile questa opzione, senza bisogno di episodi di trasformismo o migrazioni di ceto politico.
Il candidato del centrosinistra d’altronde, lo sceglieranno i cittadini campani il 22 Febbraio con le elezioni primarie, e ai tanti cittadini che parteciperanno, non a vecchi blocchi di potere, si avrà il dovere di guardare con rispetto e fiducia.
Insomma, con “L’Unione” e le sue contraddizioni il centrosinistra campano ha già ampiamente dato, e se per un quinquennio Pasquale Sommese non farà l’assessore regionale, Nunzia Di Girolamo proverà l’ebbrezza dell’essere minoranza e Giuseppe De Mita non nominerà il vicepresidente o il responsabile della sanità, ecco – sempre secondo quanto asserito dai nostri tre libri sacri di riferimento – il mondo continuerà a girare lo stesso.
Forse addirittura meglio, mi permetto di aggiungere io.

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