L’attacco USA contro la Siria interroga le nostre coscienze

Sarebbe bello, in questo mondo così complesso, in questa realtà così contraddittoria, avere una bussola per orientarsi. Per distinguere il bene dal male, il giusto dallo sbagliato, per costruire almeno una propria chiave di lettura per leggere, interpretare, provare a cambiare la realtà che ci circonda. Questa notte gli Stati Uniti d’America hanno unilateralmente attaccato un Paese sovrano quale la Siria, non rispettando le regole del diritto internazionale e adducendo come motivazione la necessaria risposta al barbaro – presunto, non certo – uso di armi chimiche da parte del regime di Assad. Stamane, al mio risveglio ho trovato la mia time-line di Facebook invasa da legittime quanto perentorie considerazioni: chi con Trump perché Assad è uno spietato dittatore, chi contro Trump perché Assad è sì un dittatore, ma comunque Trump è un imperialista guerrafondaio. Chi, ancora, sempre contro Trump perché Assad non è un dittatore, e comunque non è detto le armi chimiche le abbia usate lui. Chi con Putin, chi con Erdogan, chi addirittura con l’Isis o i jihadisti. Chi pacifista senza se e senza ma, chi guerrafondaio, chi “l’importante è che i profughi non arrivino qua”… continua su Il Velino

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