Il Sindaco Pinocchio, la sua consorte-ria ed i beni confiscati.

Via AquinoA Scafati vi sono 16 beni confiscati alla camorra.           Il Sindaco ci informa che dopo quasi 8 anni di sindacato la Giunta Comunale, nell’anno di nostro Signore 2015, ha istituito “in invarianza di costi” un nuovo settore destinato alla gestione e valorizzazione dei beni comunali e confiscati. E che ad oggi non è stato possibile utilizzare quei beni per mancanza di finanziamenti e di bandi mirati sul tema.

Ci chiediamo perché, vista “l’invarianza di costi”, tale settore non sia stato adibito prima. Ci sorge il dubbio che l’urgenza sia sopravvenuta dopo la nomina della consorte-ria Paolino a Presidente della commissione regionale “Anticamorra e riutilizzo beni confiscati”.      A questo punto noi scafatesi dovremmo sperare che prima o poi la signora Aliberti venga eletta presidente della commissione sanità, o ambiente, o attività produttive: volete vedere mai che d’improvviso, l’amministrazione si mobiliterebbe per riaprire l’ospedale, o risanare il fiume Sarno, o chiedere finalmente i fondi regionali per far ripartire il Piano d’insediamento produttivo? D’altronde era solo il 20 settembre 2008 quando Aliberti dichiarava al quotidiano Metropolis che vi era “un progetto di utilizzo della struttura confiscata al clan Sorrentino a via Aquino che potrebbe esser adibita a centro diurno”: quanti anni sono passati da allora?

Ma comunque non è questo il punto. Il punto è che il Sindaco Pinocchio non perde occasione per mentire. Solo che, a differenza delle sue interminabili omelie in consiglio comunale, le gambe delle sue bugie sono davvero corte. Ricordiamo ad Aliberti che i fondi per il riutilizzo dei beni confiscati non hanno bisogno di bandi ad hoc, ma possono essere richiesti e attinti dallo specifico capitolo di spesa dei fondi europei FESR: sempre che si abbia, ovviamente, sia un progetto valido che la vera volontà di metterlo in atto. Tant’è che lo stesso Sindaco Pinocchio in data 4 maggio 2012, udito dall’allora presidente della commissione regionale anticamorra , Gianfranco Valiante, dichiarava: “Ho portato una delibera di giunta che è del 18-05-2011 alla quale è seguito un progetto che stiamo presentando e presenteremo da qui a 15 giorni [..] abbiamo il progetto pronto: massimo entro 15 giorni lo presentiamo per farcelo finanziare con i fondi del Pon sicurezza” (http://goo.gl/jXcbd9)

E cosa sarà mai questo Pon sicurezza? Era il Programma Operativo Nazionale (PON) “Sicurezza per lo Sviluppo – Obiettivo Convergenza 2007-2013”, a titolarità del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, la cui dotazione finanziaria era pari ad € 1.158 MLN, cofinanziato al 50% dall’Unione Europea (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e dallo Stato Italiano.

Ma tutto ciò non ci stupisce: quando all’amministrazione di Scafati del bene dal governo centrale, tramite il progetto “You and me” del Ministero delle politiche giovanili, giunsero un pò di fondi per far partire i lavori di messa in sicurezza del bene confiscato, Aliberti pensò bene di dirottarli per la costruzione dei “camerini” di Scafati solidale. Ed in ogni caso, in anni nei quali il partito di Aliberti amministrava contemporaneamente città, provincia, regione e governo nazionale, ci pare abbastanza inverosimile, quanto mai strana, l’incapacità del nostro Sindaco di attivare una filiera istituzionale che avrebbe potuto assicurare fondi destinati al riutilizzo di quel bene confiscato: per dare – appunto – un segnale di legalità e sviluppo nella nostra Città.

Questione di volontà politica, che pare che ad Aliberti manchi proprio su questo tema: basti solo pensare, come ultimo esempio, che a differenza di moltissime altre città, sul sito del comune di Scafati non vi è un elenco dei beni confiscati. Alla faccia della trasparenza.

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