Il Sindaco Aliberti nega il diritto alla casa ai cittadini più deboli

risposta erpNei mesi scorsi ci aveva lasciato abbastanza perplessi una delibera di Giunta – la numero 206 del 16 luglio 2015 – con la quale l’amministrazione comunale di Scafati sospendeva i provvedimenti di sgombero degli edifici occupati abusivamente e dava mandato al servizio avvocatura del Comune di verificare il giusto procedimento per l’assegnazione degli alloggi.

Per questo, nel febbraio scorso, abbiamo deciso di produrre una interrogazione per far luce su quello che stava accadendo. Oggi, dopo sette mesi e dopo ben tre nostre interrogazioni consiliari, comincia finalmente ad emergere qualche parziale verità sulla vicenda dell’Edilizia residenziale pubblica e delle Case popolari a Scafati. Parziali verità, che ci pongono subito innanzi ad altre domande.

La nostra perplessità, infatti, nasceva dal fatto che in lunghi sette mesi (e a quanto ci risulta ancora oggi, dopo un anno!) il servizio avvocatura del comune non avesse ancora espletato il mandato affidatogli. Ma soprattutto dalla consapevolezza che la sospensione degli sgomberi avrebbe leso, ancora di più, il diritto alla casa dei nostri concittadini più deboli. Infatti una nuova graduatoria non sarebbe andata a sanare eventuali occupazioni abusive – così come sostenuto dal Sindaco – ma anzi:  gli occupanti senza titolo di un alloggio ERP non potranno partecipare al bando integrativo pubblicato in data 27 giugno 2016 dal comune, come confermato dalla lettera “g” del bando stesso.

Insomma, le decisioni assunte dall’amministrazione – assieme alla costante opacità su graduatorie vigenti e modalità di assegnazione – hanno penalizzato e penalizzano in maniera grave sia coloro che attendevano lo scorrimento della graduatoria, sia coloro che attendono la nuova, sia ancora coloro che  hanno inoltrato regolari richieste di regolarizzazione a seguito della L.R. Campania 16/2014.

Ci pare, quindi, che gli unici ad essere difesi dalla giunta Aliberti siano solo coloro che hanno agito nella più completa illegalità: le case popolari sono un bene pubblico, e lasciare a furbi e prepotenti la possibilità di occuparle è un atto contro la nostra comunità e soprattutto le opportunità dei cittadini più bisognosi.

Oggi scopriamo, grazie alla nostra insistenza e ala nostra perseveranza, che nella nostra città risultano esserci cinque case popolari occupate in maniera del tutto abusiva, tra San Pietro, Mariconda e via Martiri D’Ungheria. Ci stupisce, su questo, il silenzio e la distrazione dei tanti che pur si professano dalla parte dei cittadini; e ci dispiace,  ancora una volta, dopo il caso di “Scafati solidale” e quello del sito di stoccaggio “Helios”, essere costretti a constatare nuovamente il disprezzo e la noncuranza dell’amministrazione nei confronti delle regole e dei diritti dei più deboli.

Questa vicenda delle Case popolari costituisce un fatto gravissimo, che non vorremmo nascondesse pressioni ed ingerenze della criminalità organizzata in un settore così delicato e al tempo stesso così importante per tante famiglie scafatesi.

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