Il Futuro è di chi non si arrende. Il 30 Ottobre ci vediamo a Napoli.

Corriere del Mezzogiorno - Cervelli dal nordOggi Stefano, Giacomo e Raffaele mi scrivono una lettera, pubblicata anche sul Corriere del Mezzogiorno. Qui sotto ne trovate la versione integrale. Stefano, Giacomo e Raffaele sono un simbolo delle tante ragazze e dei tanti ragazzi, delle tante donne e dei tanti uomini, che ho incontrato in quasi due decenni trascorsi su e giù per la Campania e l’Italia. Facce, vite, storie, desideri, passioni, lotte, speranze, paure, battaglie, vittorie, sconfitte. Ho incontrato tutto questo, in questi anni. E ho incontrato tanto coraggio, tanta dignità, tanti sacrifici. Ho sempre pensato che questi uomini e queste donne, questo coraggio, questa dignità, questi sacrifici, meritassero un profondo rispetto. Perchè frutto di una scelta, di vita, che non si esauriva solo nell’adesione ad un partito, ma viveva nei comportamenti quotidiani, nelle decisioni grandi o piccole, nell’idea e nello sguardo sul mondo che una comunità di persone libere aveva ed ha scelto di condividere. Stefano, Giacomo e Raffaele, che ringrazio di cuore per le belle parole, hanno diritto a delle risposte: dal PD, dalla politica, da noi. E’ per questo che il 30 Ottobre alle 18.00 ci incontreremo tutti al Lanificio25 a Napoli: perchè il futuro è di chi non si arrende, e noi non ci arrenderemo.

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Crediamo ancora nella politica.

Siamo Stefano, Giacomo e Raffaele. Tre ragazzi che hanno scelto di studiare lontano dalla Campania, portare a centinaia di chilometri dalle nostre terre le nostre vite, con la speranza di poter tornare un giorno. Nonostante quanto accaduto in questi anni, crediamo ancora nella politica, nella buona politica, e siamo elettori del Partito Democratico. Siamo alle porte di un momento molto importante per il nostro partito, e anche nella nostra regione siamo convinti che attraverso e con il Pd si possa cambiare. Per farlo, pensiamo che in vista dell’appuntamento del congresso regionale Michele Grimaldi sia la persona giusta per fare in modo che il Pd campano possa dare un segnale forte ai tanti giovani che hanno lasciato la Campania, e diventi un partito capace di affrontare l’immobilismo che blocca la nostra regione, che rimetta al centro del dibattito temi come la mobilità sociale, il lavoro, i “saperi” e la legalità. Fin dal momento della sua nascita il Partito Democratico ha avuto diverse occasioni di reale cambiamento ma non le ha mai colte. Siamo convinti che se Michele si candidasse ad essere il segretario regionale del Pd Campania giungerebbe finalmente quel cambio di passo che in tanti attendiamo da tempo. Una occasione che non possiamo lasciarci sfuggire.

Io sono Stefano e ho 25 anni. Ne avevo 15 anni quando mi decisi a varcare la soglia della sede cittadina di un partito nonostante la perplessità della mia famiglia, tendenzialmente poco interessata alla politica. Si sente dire che i partiti, visti da vicino, lascino delusi. Invece entrato negli uffici dei Ds di Salerno incontrai Michele Grimaldi, segretario provinciale della Sinistra Giovanile. Con lui ho scoperto un mondo di impegno e di sacrificio, ho conosciuto ragazze e ragazzi decisi a costruire in prima persona la Città Futura in cui desideravano vivere. Finita la scuola ho scelto di studiare Economia e Management Pubblico a Milano; mi sono appena laureato e ora il mio obiettivo è servire nella pubblica amministrazione. Sono andato via dalle mie terre, ma in fondo sereno: sapevo che se la politica nella mia regione fosse stata un giorno gestita da persone come Michele sarebbero stati giorni felici. A Milano ho ripreso l’impegno politico con il Pd e ho fondato un circolo della giovanile.

Io sono Giacomo, ed ho 21 anni. Il mio primissimo impegno politico fu il frutto di un sms di Michele che mi invitava ad andare a partecipare ad una manifestazione. La risposta di chi fin a quel momento a Roma era stato solo in gita scolastica fu: vengo solo se ci si diverte! Ben presto ho scoperto che anche sfilare per le piazze della Capitale in sostegno ai lavoratori Fiat di Pomigliano può essere divertente, ma soprattutto solo in quel modo si vive la passione per qualcosa che prescinde se stessi: l’impegno politico. Trasferitomi a Milano per l’università dove studio giurisprudenza alla Bocconi, una convinzione che di certo ho portato con me e che devo soprattutto a Michele è che se davvero si desidera contribuire a plasmare la politica allora non può esservi interesse personale che tenga; ogni atto di opportunismo è un piccola infamia specialmente nei confronti dei tanti giovani persuasi che la politica possa ancora avere la forza per cambiare un destino già scritto per la nostra regione.

Io sono Raffaele ed ho 23 anni. Ho conosciuto Michele quando con alcuni compagni abbiamo fondato il circolo dei Giovani Democratici nel Vallo di Diano. Erano gli anni del Liceo, di quando prendevo il bus alle 6.45 per arrivare a scuola qualche minuto prima dell’inizio delle lezioni. A Michele devo la mia passione per la politica, che continuo a coltivare anche ora che mi sono trasferito a Torino, grazie ad una borsa di studio ed ai sacrifici della mia famiglia, per studiare ingegneria al Politecnico. Sono uno dei tanti ragazzi meridionali che ha lasciato la propria terra d’origine per studiare con la speranza di poter ritornare una volta terminati gli studi, speranza che anno dopo anno si affievolisce sempre di più. Anche a Torino ho continuato a militare nella stessa organizzazione di cui Michele è dirigente nazionale, i Gd, notando come sia diventato un riferimento per molti ragazzi che credono nella buona politica. Io credo che Michele possa essere la persona giusta per fare in modo che il Pd regionale possa dare un segnale forte ai tanti giovani che hanno lasciato la Campania con la speranza di ritornarci.

Stefano Ligrone, Giacomo Delinavelli, Raffaele Boninfante

 

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