I vaccini ed un paese che si nasconde dietro i complotti

In pratica c’è questo tizio su facebook, che ha lavorato presso “La mia anima” e studiato presso “Aule dell’apprendimento” dell’Università della Repubblica democratica del Congo.
Questo signore, condividendo post dalla pagina “Stop alle scie chimiche”, informa i suoi numerosi contatti tutti i giorni, più volte al giorno, che i vaccini arrecano danni alla salute dei bambini.
I suoi seguitissimi post sono commentati da decine di persone, molte delle quali si dicono incredule del fatto che nessuno parli di questa cospirazione, e non capiscono perché la gente non voglia aprire gli occhi e capire.
Ci sono quelli che fanno minacce, quelli che propongono di emigrare in massa all’estero pur di evitare la vaccinazione, quelli con la falce ed il martello come immagine del profilo che parlano di dittatura e provvedimento fascista, quelli ancora che si augurano che “l’Italia sprofondi nel mare, affinché tutto il marcio cessi di esistere”: in effetti, sterminare una nazione così è più comodo e veloce del complotto vaccinista che si sta denunciando. Ci sono poi quelli sinceramente democratici, che invitano ad “ascoltare entrambe le parti”, solo che non sono chiare le parti. Cioè, quali sono le parti? La scienza e la cabala? Un medico e un blogger sconosciuto che di mestiere svela complotti dei rettiliani contro l’umanità?
Tra i commentatori ci sono in verità anche quelli più moderati, che alla fine accettano la vaccinazione obbligatoria ma ritengono che dodici – così, a occhio – gli sembrano troppi: tipo dal salumiere, “quelle due fette toglietele, facciamo giusto 100 grammi”.

Insomma, qualcosa nel nostro Paese, nel sistema educativo, in quello sociale, in quello politico, deve essersi inceppato.
Perché qui non parliamo di una inchiesta giornalistica che svela legittimamente una magagna di una multinazionale farmaceutica scatenando una altrettanto legittima indignazione popolare.
Qui parliamo di un pezzo consistente di Paese che (pseudo)informandosi seguendo link di siti sconosciuti, e leggendo improbabili teorie che non hanno nessun valore scientifico o accademico, costruisce una proprio verità: altra rispetto a quella della scienza, dello studio, del vivere civile, delle regole della comunità. L’idea quindi che ci debba essere un complotto, una verità nascosta, un piano segreto contro l’umanità, sembra diffondersi a macchia d’olio: e che tali macchinazioni siano così potenti ma così fragili da essere scoperte con una ricerca su Google non scalfisce nessuna certezza.
Ed in fondo è questo forse l’elemento più preoccupante, perché la costruzione di un nemico immaginario – che solo noi scopriamo perché siamo furbi – di solito è l’alibi migliore per auto-assolversi, per non assumersi responsabilità dinanzi a nemici così lontani, così forti e però così impalpabili: e per non combattere, dunque, quelli veri, di nemici: la disuguaglianza, l’ignoranza, la criminalità.

Questi nemici, d’altronde, non organizzano complotti scopribili con tre click.

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