Gli strani giochi di prestigio su e con “Scafati solidale”.

scafati solidaleCi sono molti lati poco chiari, oscuri, in questa vicenda di “Scafati solidale”, che negli atti ufficiali del Comune ad un certo punto muta forma giuridica, senza motivazione apparente. Secondo delibere e determine, ed anche secondo l’ANAC, dovrebbe essere una Istituzione; secondo il Sindaco Aliberti e la segretaria generale Immacolata Di Saia sarebbe invece un settore del Comune.

Queste che possono apparire questioni tecniche o formali, nascondono in realtà problematiche serie, che incidono fortemente nella vita quotidiana di tanti nostri concittadini: parliamo di una struttura che gestisce una notevole quantità di risorse economiche pubbliche, e che queste risorse dovrebbe usare per aiutare gli scafatesi più deboli, più in difficoltà. L’uso di queste risorse, proprio per questi motivi, dovrebbe essere il più possibile libero da condizionamenti politici e trasparente: in questo caso, invece, non si capisce nemmeno chi e come le gestisca.

Per questo, con una interrogazione a risposta scritta (protocollo 24114 del 10 Giugno 2016), abbiamo chiesto al Sindaco di Scafati e alla Segretaria generale se potessero chiarirci alcuni dubbi – diciamo così – in merito al funzionamento della Istituzione “Scafati solidale”. Le stesse domande,  non si sa mai, le abbiamo inoltrate per conoscenza anche all’Autorità nazionale anti corruzione e al Prefetto di Salerno.

Le domande, appunto.

Secondo l’amministrazione comunale “Scafati solidale” è una Istituzione ex art. 113 del T.U.E.L., un settore del Comune o una ibrida forma amministrativo-organizzativa, che viene sperimentata con arguta e decisa originalità nella nostra città? Perché, nel caso venisse “Scafati solidale” considerata un settore, risulta essere dotata di un Consiglio di amministrazione (retribuito), il quale aveva ed ha poteri gestionali e decisionali in materia di politiche sociali?. E ancora, perché, sempre nel caso venisse “Scafati solidale”considerata un settore, nutre di tale autonomia decisionale e gestionale, a differenza degli altri settori del Comune?

Inoltre,  ci siamo anche chiesti, ed abbiamo quindi ovviamente chiesto, perché l’amministrazione comunale si sia accorta di tali anomalie e di tale incertezza  solo dopo lunghi sette anni. Ed infine, visto che c’eravamo, abbiamo anche chiesto se l’assunzione del nuovo direttore della struttura, dottor De Lorenzi Gaetano, soprattutto alla luce dei rilievi mossi a tal proposito dalla relazione del MEF inoltrata all’amministrazione di Scafati nei mesi scorsi, sia in conformità alle norme ed ai parametri sanciti ex articolo 110 del T.U.E.L.

Qui, per chi volesse, potete leggere il testo integrale della nostra interrogazione:

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