Camorra e politica: quel filo nero che uccide la nostra Scafati.

comunescafati1gE’ da mesi, forse anni, che in tanti abbiamo provato a dire che il susseguirsi di episodi criminosi nella Città di Scafati non erano frutto del caso. Estorsioni, minacce, attentati, omicidi, erano tutti tenuti assieme da un unico filo nero, tessuto da una camorra che stava e sta  riorganizzando forze, presenza e controllo del territorio, la propria macchina di morte. E sono mesi, forse anni, che proviamo a dire che quel filo, ben visibile tranne a chi voleva mettere la testa sotto la sabbia, non era solo un tema – legittimo- di ordine pubblico. Quel filo, legandosi e legatosi ai cosiddetti colletti bianchi, alle cosiddette persone perbene, era un cappio che stringeva, opprimeva, uccideva lentamente la nostra Città.

Se fosse confermato che, colui che era considerato dall’amministrazione comunale una figura chiave, tanto da affidargli responsabilità per progetti milionari, ha pagato una tangente di 30.000 euro al clan Ridosso-Loreto, ci troveremo di fronte alla conferma di un grave stato di inquinamento della cosa pubblica e dei processi democratici nella nostra città. Per noi chiedere sicurezza, legalità e trasparenza in questi anni ha significato appunto questo: difendere la possibilità della nostra Città di crescere in maniera sana, di farne un luogo libero da condizionamenti, protervie, ricatti, ingiustizie, iniquità. Non parlavamo male di Scafati, parlavamo di ciò che la stava uccidendo proprio perché la amavamo e la amiamo oltre noi stessi. Perché uno scippo, una rapina, una giunta falsa, un concorso truccato ed un appalto dato ad una ditta raggiunta da un’interattiva antimafia sono la stessa cosa, lo stesso brodo di coltura nel quale cresce e prolifera quella cultura criminale che è il principale danno alla vivibilità e alla crescita economica e sociale della nostra Città.

Per questi motivi, oggi più che mai, non possiamo eludere una domanda: qual è il livello di commistione nella nostra Città tra la politica e la camorra? Quali intrecci, quali comuni interessi, quali rapporti vi sono tra i clan che operano sul nostro territorio e chi gestisce o ambisce a gestire, in maniera diretta  indiretta, la cosa pubblica? Per la risposta a queste domande, e per la capacità che avremo di reagire dinanzi alle probabili risposte, passa molto del presente e del futuro della nostra Città.

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