25 aprile. Una scelta che si rinnova ogni volta.

Si chiama Festa della Liberazione, non della libertà: perché non è un valore neutro, un ricordo in una teca, ma un processo in continuo divenire, una fotografia in movimento di una scelta che si rinnova ogni volta.
Ogni decisione, ogni sopruso, ogni speranza.
L’Italia affonda le sue radici in questa scelta, e non nel totalitarismo e nella dittatura, perché tanti decisero di scegliere: da che parte stare, per costruire cosa.
Essere partigiani oggi vuol dire praticare quella scelta ogni giorno, nelle piccole e grandi azioni quotidiane, nell’impegno politico, nella militanza civile, a scuola, sul lavoro, in famiglia.
Rendere viva ed attuata la Costituzione, difenderne i valori, dare il nostro contributo alla giustizia, all’uguaglianza, alla democrazia: i nostri monti, sono questi qua.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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