Una rassegna estiva “leggera”.

Rassegna estivaIl nostro Sindaco definisce la rassegna estiva di quest’anno “un appuntamento leggero”.
E per una volta dice la verità: quattro appuntamenti quattro, in tutto agosto, a partire dal 21 del mese, che costeranno meno di 10.000 euro, ci paiono oggettivamente un fatto “leggero”.
 
La rassegna estiva, d’altronde, dovrebbe avere due obiettivi: rendere viva la nostra città anche per quei tanti cittadini che per scelta o necessità non andranno in vacanza; e – ma sarebbe un miracolo con questa amministrazione – provare ad intercettare seppur in minima parte l’enorme flusso turistico che nei mesi estivi attraversa la Campania, aiutando così le nostre attività commerciali.
La giunta Aliberti, invece, decide che l’estate a Scafati inizia il 21 agosto. E decide di investire in questo appuntamento Continua a leggere
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Il Sindaco Aliberti nega il diritto alla casa ai cittadini più deboli

risposta erpNei mesi scorsi ci aveva lasciato abbastanza perplessi una delibera di Giunta – la numero 206 del 16 luglio 2015 – con la quale l’amministrazione comunale di Scafati sospendeva i provvedimenti di sgombero degli edifici occupati abusivamente e dava mandato al servizio avvocatura del Comune di verificare il giusto procedimento per l’assegnazione degli alloggi.

Per questo, nel febbraio scorso, abbiamo deciso di produrre una interrogazione per far luce su quello che stava accadendo. Oggi, dopo sette mesi e dopo ben tre nostre interrogazioni consiliari, comincia finalmente ad emergere qualche parziale verità sulla vicenda dell’Edilizia residenziale pubblica e delle Case popolari a Scafati. Parziali verità, che ci pongono subito innanzi ad altre domande.

La nostra perplessità, infatti, nasceva dal fatto che in lunghi sette mesi (e a quanto ci risulta ancora oggi, dopo un anno!) il servizio avvocatura del comune non avesse ancora espletato il mandato affidatogli. Ma soprattutto dalla consapevolezza che la sospensione degli sgomberi avrebbe leso, ancora di più, il diritto alla casa dei nostri concittadini più deboli. Infatti una nuova graduatoria non sarebbe andata a sanare eventuali occupazioni abusive – così come sostenuto dal Sindaco – ma anzi:  gli occupanti senza titolo di un alloggio ERP non potranno partecipare al bando integrativo pubblicato in data 27 giugno 2016 dal comune, come confermato dalla lettera “g” del bando stesso.

Insomma, le decisioni assunte dall’amministrazione – assieme alla costante opacità su graduatorie vigenti e modalità di assegnazione – hanno penalizzato e penalizzano in maniera grave sia coloro che attendevano lo scorrimento della graduatoria, sia coloro che attendono la nuova, sia ancora coloro che  hanno inoltrato regolari richieste di regolarizzazione Continua a leggere

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Quanto ci costano le “sceneggiate” di Pasquale Aliberti?

Comunicazione istituzionaleLa comunicazione istituzionale è un diritto dei cittadini: informazione, assistenza, conoscenza, semplificazione, costituiscono le fondamenta di valori quali la trasparenza e la democrazia. Questi diritti per il cittadino impongono l’obbligo dell’amministrazione di fare informazione, escludendo altre forme di comunicazione che comprendono la propaganda: per comunicazione pubblica deve intendersi, quindi, quella gestita dall’Ente pubblico con precipue finalità pubbliche e non private.

Sarebbe diritto dei cittadini scafatesi, per capirci, sapere chi ha autorizzato e perché il sito di stoccaggio della “Helios”; perché sono stati sospesi gli sgomberi delle case popolari occupate abusivamente; perché il nostro Comune non ha beneficiato dei fondi stanziati dal Governo per l’edilizia scolastica; perché ogni anno versiamo alla GESET centinaia di migliaia di euro per il pessimo servizio che fornisce; perché abbiamo inaugurato tre volte una rete fognaria che non sarà realizzata prima del 2018; perché il P.U.C. è bloccato; perché al posto del Palazzetto dello Sport non vi è il Polo scolastico ma solo un grosso buco e macerie;essere informati su questo, e su tante, tantissime, altre cose ancora.

A Scafati, invece, dei 10.200 euro stanziati dal Comune per la “Comunicazione Istituzionale”, 1.500 euro sono destinati all’emittente Lira TV, Continua a leggere

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L’incredibile storia di Scafatopoli. Ed un finale che deve essere cambiato.

scafativistaLa nostra storia si svolge a Scafatopoli, un allegro e ridente paesino siciliano, che vive sospeso tra il mare e l’Etna.
Sono gli anni cinquanta del secolo scorso, è una calda estate, ed il sole picchia forte su di un fiume che scorre lento tra la schiuma bianca, ed un’aria che la notte si tinge del nauseabondo odore di una discarica. La sera, a cena, a Scafatopoli, si riuniscono tutte le persone in vista del paesino: alla stessa tavola c’è il Sindaco vestito alla moda, come i gangster di oltreoceano, col suo sogno di andare a Roma in Parlamento; c’è la moglie del Sindaco, che fa il deputato nell’assemblea, lì nella vicina capitale della Regione, a Palermo; c’è il fratello imprenditore del Sindaco, che ogni tanto minaccia di tagliarsi le braccia, ma tanto si sa, le piovre di tentacoli ne hanno parecchi; e ci sono i rampolli delle famiglie mafiose, anche loro imprenditori, anche loro persone perbene. Insomma, una riunione di famiglia. Quando sorge qualche problema, invece, chi comanda a Scafatopoli, si riunisce nella fabbrica dell’imprenditore più importante della zona, che produce arance, possiede una squadra di pallavolo tanto seguita in paese e nel tempo ibero fa il mediatore tra il comune e la mafia.

A tavola, o nella fabbrica, si discute un po’ di tutto: di voti, di appalti, di favori, di assunzioni, proprio di tutto insomma.
Si discute, si mangia, e si beve, ma mai – mai – il caffè, giura il Sindaco ogni volta: evidentemente, il caffè, lo rende nervoso.
Quando accade qualcosa che lo preoccupa il Sindaco, come ogni buon cristiano, si rifugia in una delle Chiese del paese, ma a differenza di ogni buon cristiano, non prega in silenzio, bensì parla, anzi, fa i comizi: Continua a leggere

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Sa dove c’è l’associazione che insegna a volare?

 

DIndeciso tra l’attendere l’ascensore o fidarmi delle scale, alla fine mi sono perso. Lei era seduta su di una panca al primo piano del settore “D”, capelli troppo arancioni, occhi troppo verdi.

Mi scusi, sa dove e’ l’associazione che insegna a camminare?” mi chiede una parola alla volta, con lunghi silenzi tra le lettere e i pensieri.
Ad ortopedia, credo“, le rispondo con malcelata insicurezza. Il display luminoso segnala che qualche piano più su l’ascensore si sta  dirigendo verso il nostro pianerottolo giallo, tra terrazzi innaffiati di cicche bruciate e ciuffi di nuvole bianche. Lei mi guarda come a chiedermi il tempo, di un’altra domanda, che non sempre il tempo aspetta che i pensieri raggiungano le parole.
E sa dove c’è l’associazione che insegna a volare?” mi chiede alla fine, tutto d’un fiato, quasi stremata dallo sforzo di parlare e di domandare in fretta, prima che qualcuno che la ascolti scappi via.

Mi ero perso nel reparto di psichiatria.
Ma la domanda mi e’ sembrata tra le più sane ascoltate negli ultimi tempi.

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NO alla discarica: SI al diritto alla salute per la contrada Cappelle e Scafati.

Nei giorni scorsi centinaia di scafatesi, residenti in particolar modo presso la contrada di Cappelle, hanno manifestato per rivendicare il proprio legittimo diritto alla salute, e contro il sito di stoccaggio ubicato presso il P.I.P. di via Sant’Antonio Abate: la stampa locale, d’altronde, racconta quotidinamente il costante  arrivo nella nostra Città e in quello specifico sito di stoccaggio di automezzi provenienti da tutto il territorio regionale, e trasportanti materiali vari e rifiuti di natura sconosciuta.

Con quelle centinaia di cittadini che hanno marciato per le strade di Scafati,  c’ero anche io, e c’erano tanti altri rappresentanti istituzionali della nostra Città, Sindaco Pasquale Aliberti e Consigliere regionale Monica Paolino in testa; ma il dovere della politica non è solo quello di essere presente laddove tanti cittadini chiedono giustizia, bensì quello di impegnarsi nel dare risposte: altrimenti il tutto si riduce solo a chiacchiere, passerelle, strumentalizzazioni.

Per questo stamattina, assieme al consigliere Cucurachi, abbiamo presentato una interrogazione ufficiale in forma scritta, Continua a leggere

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I tanti punti oscuri sull’Edilizia Residenziale Pubblica: la nostra interrogazione.

Scafati-MunDa qualche giorno è stato pubblicato sull’albo pretorio del Comune di Scafati il bando di concorso integrativo per l’assegnazione in locazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica: le case popolari, per capirci.

Ma sono ancora, tanti, tantissimi, i punti poco chiari rispetto alla gestione delle assegnazioni e delle graduatorie da parte dell’amministrazione comunale. Abbiamo cercato di fare luce su molti dei passaggi oscuri che descrivono questa vicenda, e per questo abbiamo prodotto due interrogazioni in forma scritta indirizzate agli uffici e agli assessorati competenti: la prima in data 2 Febbraio 2016, la seconda in data 1 Aprile dello stesso anno.

Quale graduatoria è stata ritenuta vigente in questi anni? Quante richieste di regolarizzazione sono pervenute a seguito della L.R. Campania 16/2014? Perché con una delibera di giunta (del 16/07/2015) sono stati sospesi i procedimento di sgombero, considerato che anche una nuova graduatoria non andrebbe a sanare le occupazioni abusive?

Queste sono solo alcune delle nostre domande.E le risposte ricevute purtroppo ci consegnano un quadro confuso e contraddittorio, nel quale il ginepraio dei provvedimenti presi ci pare volto non a garantire la tutela del diritto alla casa, bensì l’acquiescenza verso fenomeni di prepotenza ed illegalità. In questi anni, infatti, ci par di capire che nulla abbia fatto l’amministrazione comunale per tutelare il diritto di coloro che attendevano lo scorrimento della graduatoria così come stilata ed approvata dagli organi competenti, né il diritto di coloro che avevano provveduto secondo le norme ad accedere alle opportunità offerte dalla sanatoria regionale. Per questo stamattina abbiamo Continua a leggere

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Se il popolo ha fame dategli l’Erasmus.

brexitQuando un popolo sceglie, criticare altezzosamente cosa sceglie, scrivere addirittura che sarebbe stato meglio evitare potesse scegliere, mi sembra negare l’essenza stessa della partecipazione.
E’ in base a questo principio, d’altronde, che in Italia ci siamo trovati a subire due anni di Mario Monti.
E non è che se i Greci votano “no” è la vittoria della democrazia, e se gli inglesi votano “leave” è la vittoria del populismo.
Il punto, invece, mi pare un altro: che il popolo, quando ha fame, se non ha il pane, non si può più pensare di promettergli brioche.
Mi interrogherei per questo sul perché gli inglesi abbiano preferito Nigel Farage ad Altiero Spinelli. E sul perché è sensazione comune, opinione diffusa, che se domani si votasse in Francia anziché in Italia, il risultato potrebbe essere simile.
Su questo non c’è buonismo, non c’è romanticismo, non ci sono Erasmus o Interrail che tengano:  Continua a leggere

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Oltre le coincidenze, una breve riflessione sui ballottaggi del 19 Giugno.

arton37299-90b23“Io, come Dio, non gioco ai dadi e non credo nelle coincidenze” scrive William Shakespeare nel Riccardo III, ed ho sempre pensato avesse davvero ragione.
E quindi, se pure è difficile trovare un filo conduttore che vada da Chiara Appendino fino a Clemente Mastella – passando da Virginia Raggi, Giuseppe Sala e Luigi de Magistris – questo voto amministrativo qualcosa deve pur dircelo, in un contesto dove tutti sembrano vincere e sembrano perdere, e dove a Napoli solo un cittadino su tre si reca alle urne per scegliere il proprio Sindaco.
Leggo che tutti, con argomentazioni più o meno sensate, si affannano a scrivere che questo voto punisce le politiche governative del Governo di Matteo Renzi. Come spesso capita, non sono d’accordo: perché il centrodestra sale a parte la Lega che scende, perché i 5 Stelle fanno due gol capolavoro ma sono assenti dalla maggior parte delle altre partite, perché a sinistra del PD mi pare che l’unico significativo segnale di vita sia l’esultanza per i problemi del PD stesso. Ed allora le considerazioni che mi vengono da fare, a caldo, sono tre, e su queste vorrei che in maniera collettiva e diffusa Continua a leggere

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C’è chi vuole il buio per agire indisturbato: l’emergenza sicurezza a Scafati.

piazza vittorio venetoCome abbiamo denunciato in Consiglio Comunale ( –> https://goo.gl/edH286 ) per due giorni la piazza principale di Scafati, piazza Vittorio Veneto, e’ rimasta al buio. La motivazione e’che ignoti, nel tentativo di manomettere le telecamere di videosorveglianza, hanno deciso anche i cavi della pubblica illuminazione. Come a Scampia, come a Secondigliano, a Scafati nel cuore della Città si oscurano le telecamere per potere agire indisturbati e incontrollati. E’una situazione inaccettabile, che ci racconta di un territorio oramai lasciato solo, senza controllo alcuno, dove sono scomparse la sicurezza e le regole.

La nostra mozione sulla sicurezza ( –> http://goo.gl/q1N90i ), pur approvata all’unanimità dal Consiglio, rimane chiusa in qualche cassetto di palazzo Mayer: nessun controllo, nessuna prevenzione, nessuna certezza. Nel frattempo illegalità diffusa, vandalismo, baby gang e fenomeni di abusivismo proliferano incontrollati. Pare che a chi governa, volontariamente o meno non lo sappiamo, la situazione ed il controllo del territorio siano completamente sfuggiti di mano.
Chi e perché ha autorizzato una discarica nei pressi della zona P.I.P. a Cappelle?
Cosa succede nei parcheggi sotterranei del centro Plaza a piazza Madre Teresa di Calcutta, che dovrebbero essere di proprietà comunale e che ci risultano oggi essere luogo di traffici illeciti e smercio di sostanze stupefacenti? Continua a leggere
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