Sorteggiare gli scrutatori: una questione di trasparenza ed uguaglianza

ScrutatoreQuesta mattina, sulla stampa, gli attivisti del Movimento 5 Stelle si augurano una nostra disponibilità ad occupare la sede della commissione elettorale, qualora questa decidesse di continuare a scegliere – per quanto concerne la nomina degli scrutatori – il metodo della nomina partitica. Abbiamo fatto di più, perché convinti che il compito della politica non sia solo quello di denunciare cosa non va, ma di proporre soluzioni per cambiare le cose: per questo abbiamo presentato una mozione – che verrà discussa nel prossimo Consiglio comunale utile – nella quale si propone di impegnare Sindaco e Giunta a far si che la nomina degli scrutatori venga effettuata tramite sorteggio. Di più: che tale sorteggio preveda corsie preferenziali per disoccupati, nuclei familiari numerosi, studenti. La scelta degli scrutatori non può e non deve più essere un ulteriore strumento di clientela o favoritismo Continua a leggere

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Non ci lasceremo intimorire dalle minacce del Sindaco Aliberti

PaintLa foto qui di fianco è stata pubblicata dal profilo FB ufficiale del Sindaco di Scafati. Ritrae, indicati con una freccia, me e un altro consigliere comunale del PD. Ora, potrei limitarmi all’amara ironia, e dirvi che con le decine di migliaia di euro dei cittadini scafatesi che il Sindaco spende ogni anno per “comunicazione istituzionale”, ci si aspetterebbe almeno una maggiore qualità nell’uso degli strumenti informatici: tipo, il fotomontaggio con “PAINT”, non lo fanno nemmeno più i bambini di cinque anni.

Ma il punto è purtroppo un altro. Qui siamo oltre la normale dialettica politica, anche aspra, e siamo anche oltre il triste costume di un Sindaco che anziché amministrare la propria città – così angosciata da questioni e problemi – passa il proprio tempo a scarabocchiare disegnini e fare demagogia spicciola. Qui ci troviamo dinanzi ad una persona indagata – dalla magistratura, non certo dall’opposizione o dalla stampa – con le accuse di associazioni a delinquere di stampo mafioso, voto di scambio politico mafioso, concussione e corruzione. Una persona che secondo la magistratura sovente sedeva a tavola con esponenti del clan Ridosso-Loreto, clan protagonista della violenta guerra di camorra che ha insanguinato la nostra città per circa un decennio. «A Scafati il clan più potente è il clan Aliberti, ovvero quello capeggiato dal sindaco Pasquale Aliberti che gestisce a proprio piacimento tutti gli appalti pubblici della città e decide quindi chi deve lavorare» Continua a leggere
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Il diritto alla sicurezza degli studenti e degli operatori del mondo della scuola: l’elenco delle criticità dei plessi del Comune di Scafati

edilizia_scuola_nonsicureIl 13 settembre, con protocollo 37648, abbiamo presentato una interrogazione a risposta scritta sul tema dell’edilizia scolastica e della vulnerabilità sismica.

In particolare, volevamo essere messi a conoscenza:

- del contenuto della relazione sulla vulnerabilità sismica degli edifici scolastici presenti sul territorio comunale di cui il Sindaco ha parlato sui social e tramite la stampa locale;

- di chi avesse redatto tale relazione;

- del perché tale relazione non fosse stata resa pubblica;

- di quali fossero i cinque edifici che secondo il Sindaco presenterebbero non sufficienti standard di adeguatezza;

-  del  perché il Comune di Scafati non ha beneficiato dei fondi previsti dallo #sbloccascuola;

-  di  cosa intenda fare l’Amministrazione di Scafati per garantire la sicurezza dei suoi cittadini ed in particolare degli operatori del mondo della scuola e degli studenti che frequentano i plessi scolastici ubicati sul territorio comunale.

Come pare evidente dalla nota che ci ha inviato stamane l’Amministrazione comunale (potete leggerne il testo integrale alla fine di questo post),  le risposte alla nostra interrogazione per larghi punti sono state inevase.

Infatti, continuiamo a non capire Continua a leggere

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Perchè la pergamena della Medaglia d’oro alla Resistenza non è esposta a Palazzo Mayer?

Negli ultimi anni, in maniera del tutto meritoria, molteplici e diffuse esperienze, dalla locale sezione dell’Associazione nazionale partigiani intitolata al nostro concittadino “Bernardino Fienga” al noto gruppo Facebook “Sei di Scafati se”, stanno svolgendo un prezioso recupero della memoria storica e collettiva della nostra comunità e della nostra città. In particolar modo, il lavoro della locale sezione dell’A.N.P.I. ha permesso una ricostruzione storica accurata sia dell’esperienza del movimento operaio e contadino della nostra città sia delle prime lotte e rivendicazioni sociali della nostra comunità, assegnando al ruolo del “gruppo partigiano 28 settembre” la giusta centralità nella battaglia di Scafati del 1943.

La stessa lapide posta sul ponte che collega Piazza Vittorio Veneto con via Roma, recita: “Il 28 settembre 1943 quando intrepidi patrioti di Scafati, primi in Italia, impugnarono le armi contro l’oppressore nazi-fascista cooperando con le vittoriose  Continua a leggere

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Se il SI ed il NO da soli non bastano. (Brevi riflessioni sul referendum costituzionale del 4 dicembre)

Per chi come me si è iscritto giovanissimo ad un partito, con l’idea e l’adolescenziale presunzione che fosse la politica lo strumento per combattere le ingiustizie e cambiare il mondo, è molto difficile nascondere il disagio per la campagna referendaria condotta da entrambi gli schieramenti. Scomparse quasi del tutto le ragioni del Sì e del No, ci troviamo dinanzi a un susseguirsi di slogan urlati ed applausi esibiti, in un clima di reciproco disconoscimento proprio laddove l’argomento – la Carta Costituzionale – imporrebbe l’ascolto, il confronto e la reciproca legittimazione delle idee altrui.

Il fatto stesso che la principale preoccupazione nel dibattito pubblico non sia quale sarà l’impianto del Paese dopo il 4 dicembre ma quali saranno le sorti interne ed esterne di alcuni partiti e dei loro gruppi dirigenti desta non poche preoccupazioni: immaginate solo per un attimo se Togliatti o De Gasperi avessero sostenuto che la Costituzione del ’48 si sarebbe dovuta approvare per rendere più o meno forti il Pci o la Dc o, peggio ancora, i loro gruppi dirigenti. In particolare, ciò che più lascia basiti è l’accanimento – quasi terapeutico–da parte di tutti i contendenti, contro la politica: “Basta un Sì per diminuire i politici”, recita lo slogan di un comitato; “I politici volevamo mandarli a casa prima noi”, pare fare eco la sponda opposta. In un sistema partitico dove – dal Pd a Forza Italia, da Movimento 5 Stelle a Sinistra Italiana – i gruppi dirigenti dei partiti coincidono come mai nella nostra storia repubblicana in maniera speculare con le funzioni (o le aspirazioni) di governo, ed in ogni caso con il ricoprire ben remunerati incarichi istituzionali, assistiamo quotidianamente a invettive da parte di tutti i partiti contro la politica, i costi della democrazia, a tratti anche sull’utilità di entrambe.

“Tutti i politici sono inutili, un inutile spreco, a parte ovviamente noi” sembra essere il messaggio trasversale, e dal sapore ipocrita, che accomuna il Sì come il No. E non è purtroppo un caso: l’evolversi del sistema politico italiano, non più come rappresentanza di blocchi sociali e visioni della società ma come rincorsa a chi meglio interpreta un sentimento diffuso nell’opinione pubblica (sia esso la rabbia, l’indignazione, la speranza o la paura), ha generato in questi anni una competizione al ribasso non tra progetti politici ma tra ambizioni personali o di cordata. Le stesse frantumazioni esogene del Pd e le stesse strane coppie del No, da Landini a Brunetta, da Di Pietro a Cirino Pomicino, sono solo la logica conseguenza di un sistema politico imperniato non sul confronto di diverse analisi della società e diverse opzioni di governo, ma sullo scontro tra gruppi dirigenti Continua a leggere

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Dalla parte di Giancarlo Siani.

SianiChissà cosa avrebbe scritto Giancarlo Siani di un Sindaco che, assieme al fratello e alla moglie, spesso sedeva a tavola con esponenti del principale clan di camorra della propria città. E cosa avrebbe pensato, Giancarlo, sapendo che all’epoca di quei pranzi la moglie di quel Sindaco era anche Presidente della Commissione anticamorra in Regione Campania. Chissà come avrebbe parlato di tutto ciò in uno dei suoi articoli, se avesse appreso che quello stesso Sindaco, indagato per reati gravissimi di camorra, aveva deciso di apporre il suo nome – su una targa commemorativa – di fianco a quello di un giornalista coraggioso. Chissà che parole avrebbe scelto, Giancarlo, per raccontare che quel Sindaco – indagato dalla direzione Investigativa Antimafia assieme al fratello e a un esponente dell’organizzazione criminale egemone nella propria città, con l’accusa di aver compiuto una serie di atti al fine di limitare la libertà di stampa e il diritto alla cronaca di un quotidiano locale –  aveva deciso di affiancare il proprio nome a quello di un giornalista vero, morto per un articolo “sbagliato”, per il suo interesse sugli appalti per la ricostruzione delle aree del vesuviano colpite dal terremoto del 1980, per le sue inchieste sui rapporti tra politica e camorra.

Non ho potuto fare a meno di chiedermelo, quando ho letto la delibera di Giunta del 5 ottobre 2016, con la quale, quello stesso Sindaco – che sotto tutte le targhe apposte in città negli ultimi anni ha fatto sempre incidere il suo nome, Pasquale Angelino Aliberti –  ha deciso di intitolare una struttura comunale proprio alla memoria di Giancarlo Siani.

In verità, non sono riuscito a darmi una risposta. E d’altronde, cosa avrebbe pensato, cosa avrebbe scritto, cosa avrebbe detto Giancarlo Siani di tutto questo non lo sapremo mai, perché la notte del 23 settembre 1985 la camorra, a Siani, lo uccise con due pistole beretta calibro 7.65 mm, con dieci colpi di pistola in testa. Perché la camorra – oltre a pilotare gli appalti, corrompere, comprare voti, inquinare terre ed acque, uccidere l’economia dei propri territori – spara e uccide. Per questo oggi Giancarlo non è qua: con noi, ma soprattutto con i suoi colleghi, la sua famiglia, le persone a cui voleva bene e dalle quali era voluto bene. Perché a un certo punto scelse – si sceglie sempre – di non volersi fare i fatti suoi; o meglio, scelse che i fatti suoi erano il suo mestiere, la verità, la giustizia, la liberazione della propria comunità dalla politica corrotta, dal malaffare, dalla violenza e dal potere delle organizzazioni criminali.

Per questo Giancarlo è un esempio di eroe civile. Perché è grazie al suo esempio che oggi possiamo – per chi non lo sapesse o non ha voluto sapere – scrivere e dire che a Scafati c’è Continua a leggere

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La statale 268, il P.I.P. ed il traffico veicolare: prevenire è meglio che curare (e lamentarsi)

 

Una corretta predisposizione e organizzazione della viabilità inerente il P.I.P. ci appare fondamentale sia per garantire adeguati standard logistici ed infrastrutturali alle attività che insistono in quell’area, sia per evitare che la città di Scafati veda sorgere nel proprio territorio ulteriori punti e focolai di congestione del traffico veicolare, con eguali gravi danni da un punti di vista della vivibilità per i cittadini. Per questo stamattina abbiamo scritto al Sindaco di Scafati, al Presidente della Provincia di Salerno, all’ ANAS spa (Compartimento della Viabilità per la Campania) e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Attualmente sono in corso di esecuzione due interventi, per un importo complessivo di circa 165,4 milioni di euro, inerenti la S.S. n. 268 “Del Vesuvio”. In particolare, per un importo di 48 milioni di euro, sono ripresi negli ultimi mesi i lavori di costruzione del 3° tronco. Si è in attesa dell’autorizzazione della SAM per la ripresa delle lavorazioni relative alle rampe di collegamento dello svincolo di Angri con l’Autostrada A3 Napoli-Salerno. L’ultimazione del suddetto 3° tronco prevede anche la realizzazione di una bretella di collegamento con l’ingresso dell’area P.I.P. del Comune di Scafati, sita in via Sant’Antonio Abate. Il P.I.P. del Comune di Scafati, approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 74 del 24/06/1998, è caratterizzato da 500.000 mq di lotti industriali ed artigianali di cui circa la metà già occupati da attività produttive.
L’innesto della bretella si presenta alquanto critico sulla strada via Sant’Antonio Abate, avente sezione ridotta, e con difficoltà di manovra per i mezzi pesanti.
A ciò deve aggiungersi che l’incrocio della bretella viene a trovarsi sfalsato e fuori asse di pochi metri con un ulteriore incrocio di via Sant’Antonio Abate, quello con via delle Industrie, la principale arteria del P.I.P..
Con Decreto del Presidente della Provincia di Salerno del 16 Settembre 2011, pubblicato sul BURC n. 65 del 17 Ottobre 2011, veniva approvata Continua a leggere

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Il Sindaco Aliberti e l’allergia alla democrazia. Capitolo 3.589: la cosiddetta “comunicazione istituzionale”

Continuano le sceneggiate televisive ed i monologhi settimanali del Sindaco Pinocchio: il tutto, ovviamente, sempre a spese dei cittadini.

Aliberti usa denaro pubblico per parlare delle sue vicissitudini personali, delle sue numerose vicende giudiziarie, per attaccare con violenza la stampa e le opposizioni. Il fatto poi, che il Sindaco di Scafati, assieme al di lui fratello e a Gennaro Ridosso – uomo indicato dalla magistratura inquirente come organico all’omonimo clan Ridosso/Loreto, organizzazione criminale egemone a Scafati negli ultimi anni – risultino indagati dalla della Direzione Investigativa Antimafia di Salerno, con l’accusa di aver compiuto una serie di atti al fine di limitare la libertà di stampa e il diritto alla cronaca di un quotidiano locale. rende questa vicenda ancora più grave.

Nel frattempo, giace chiusa in un cassetto la decisione del Consiglio comunale di impegnare la Giunta a predisporre la diretta e la differita streaming delle assisi consiliari. Mentre, al tempo stesso, spunta una determina nella quale si evince che non solo il Comune di Scafati paga LiraTV. ma versa soldi nelle casse anche dell’associazione “Salerno News”, il cui direttore – guarda caso – è il bravo giornalista Continua a leggere

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Aliberti continua a “giocare d’azzardo” sulla vita dei cittadini scafatesi.

A differenza di quanto votato – su nostra proposta – all’unanimità dal Consiglio Comunale, dopo mesi non vi è ancora traccia né del regolamento comunale per il contrasto alla ludopatia né della riduzione de 10% sull’imposta TARI per quegli esercizi commerciali che decidevano di non installare slot machine. In una città dove il mercato – illegale e non – delle cosiddette “macchinette mangiasoldi” ed il relativo fenomeno di usura sono state le principali fonti di guadagno dei clan di camorra, ci saremmo aspettati maggiore solerzia da parte delle Istituzioni. Ed invece, nulla.

Anzi, non nulla. Compaiono, invece, alcune determine che assegnano 35.000 euro Continua a leggere

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Come funziona il Servizio Avvocatura del Comune di Scafati?

Questa mattina, assieme al collega Cucurachi, abbiamo protocollato una interrogazione a risposta scritta: molteplici, infatti, sono i dubbi e le perplessità in merito alla delibera n.221 dell’11 Agosto 2016 e al funzionamento complessivo del Servizio Avvocatura del Comune di Scafati.

Qui il testo integrale dell’interrogazione:

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